Domenica 18 marzo 2018

Sporting Cesate 2009 – Papas  (4-2)

Pre-partita

L’evento dell’anno – match genitori vs figli in occasione della festa del papà – rischia di saltare per possibile impraticabilità del campo: è quasi primavera ma le temperature sono vicine a quelle di Livigno e la pioggia scende copiosa ormai da giorni. Niente paura! Piuttosto che far fare una pausa dal calcio ai ragazzi, l’imperturbabile allenatore trova una soluzione anche questa volta.
Si gioca “nel pallone” che, come si capirà guardando alcuni papà alle prese con lo sport, assumerà anche un significato metaforico…
Già dall’ingresso in campo si capisce chi gioca ancora, chi giocò in passato e chi al massimo ha sudato per una partita a FIFA con la PS.
Le tenute non lasciano adito a dubbi: si va dall’impeccabile divisa professional, al completo tolto dalla naftalina per l’occasione, fino alla tuta da casa.
Marco si presenta con maglia fashion antinebbia mentre Luca in maglia della salute. Solo quando gli attribuiscono la pettorina verde, incomincia ad acquisire un aspetto un po’ più dignitoso.
Mentre Francesco ostenta Juventinità da testa a piedi, Michele insiste a presentarsi in completo dell’Inter… forse per rendere omaggio ad uno degli assenti (Francesco) o per far dispetto all’altro assente (Francesco). Certo che le mamme degli anni 70 non si distinguevano per fantasia: chiamavano tutti i figli Francesco, Fabio o Laura J.
Con grande stupore dei convocati, all’ingresso in campo una sorpresa li aspetta: il terreno è minato da cinesini, scalette, cerchi e quant’altro. È solo in quel momento che i papà realizzano di essersi infilati in un ginepraio: gli esercizi da laureati di Andrea, saranno i loro nemici per i successivi 30 minuti.
Facce incupite e disorientate saranno il leit motiv della prima parte della “festa”.
Mosè si presenta volutamente in ritardo nella speranza di avere maggiori chance di sopravvivenza.
Dopo i primi 2 esercizi, le panchine sono più affollate del campo di gioco. A quel punto le facce sono già paonazze, i corpi mummificati e le maglie pezzate.

La Partita

E’ responsabilità del Mister comporre le 4 squadre (2 di papà e 2 di figli), spartendo equamente le risorse di spicco e i rottami.
I punti fermi sono Fabione in porta per i ragazzi e Dieguito tra i pali a difendere la porta dei papà. Il Mister, dopo aver visto 2 o 3 passaggi dei papà, capisce che sarà più appagante giocare con i ragazzi.
Parametri insignificanti quali età, peso o numero di capelli, non contano: eccoli in campo. Hanno inizio le ostilità (si fa per dire).
La partita parte in sordina, le squadre si studiano, sono contratte. L’appuntamento è di quelli che contano, inutile dire che l’emozione è palpabile. Passano 5 minuti senza che affondi interessanti o minacce all’inviolabilità delle porte ravvivino il pomeriggio.
Francesco chiama sempre la palla “ci sono, ci sono” per poi passarla al portiere.
L’ambiente inizia finalmente ad accendersi: i ragazzi si trovano molto di più, anche grazie alla regia e alle giocate funamboliche del Mister.
Quando esagera a discapito delle azioni dei ragazzi, dalla tribuna si eleva il grido “mister gioca facile” (ndr).
Il sostanziale equilibrio viene rotto dai primi gol dei ragazzi che però non sembrano abbattere l’orgoglio dei papà: Giuseppe (doppio festeggiato visto l’onomastico) è in grande spolvero, Michele non molla, gli Alex suonano la carica.
Entrando in campo, Mosè lascia in custodia il cellulare alla tifoseria ma sapendo che lavora al pronto soccorso, nessuna se ne vuole prendere la responsabilità: sembra una bomba ad orologeria, finché… squilla veramente!!! Moseeeeè!!! Telefonooooo!!! Lui risponde in campo nel bel mezzo di una azione di attacco avversaria <<No, non mi disturba affatto, mi dica!>>. Una scena raccapricciante.
I papà provano tutte le carte possibili, lecite o non, per riprendere le redini della partita: i falli sui ragazzi fanno gridare allo scandalo e i tiri verso la porta iniziano a essere più insidiosi.
Per contrastare le poche palle nello specchio, ci pensa Fabione a metterci la manina, il piedino e a volte anche qualche altra parte del corpo che non si può scrivere.
Sul finire della partita Francesco inizia a tirare sabonge ad cazzum da qualunque zona del campo, fino a colpire il soffitto e mettendo a rischio i faretti dello Sporting.
Quando tutti iniziano a sedersi, anche nel senso “fisico” del temine, Alex sale in cattedra e segna quello che rimarrà l’unico gol all’attivo per i papà, eccezion fatta per la splendida autorete di tacco “no look” del Mister a un impietrito e incolpevole Fabione.
I ragazzi giocano con una grinta che raramente si era vista nei tornei: si aggiudicano 2 tempi su 4 e con il pareggio del secondo parziale, si portano a casa una vittoria più che meritata.

Le pagelle

I PAPA’

Bianchi
Visibilmente a disagio senza la sua canna da pesca. Vista la pioggia, pensavamo si presentasse con gli stivaloni. Prova a dare il proprio, seppur lento, contributo in difesa, riuscendoci a tratti. Apprezzabile l’impegno.
Pesce fuor d’acqua

Cosa
Per una volta davanti alle telecamere, dà sfoggio delle proprie doti calcistiche, poi però preferisce darsi all’arbitraggio, ruolo che lo rende più affidabile rispetto a quello del regista (solo quello in campo intendo… sull’altro, niente da dire!).
Fuori ruolo

Ditella
Un po’ arrugginito dalla vita sedentaria, sfoggia in viso, in pochi minuti, tutte le varie nuance di fucsia. Motivato a dovere dalla tifoseria, dà il massimo e, se non stiamo a guardare proprio tutto tutto, dobbiamo anche complimentarci per l’impegno.
Pronto? Soccorso!!!

Mansi
Tanto impeccabile sull’abbigliamento quanto impreciso nel tiro. I siluri sono tutti fuori misura: neanche un interista colpito. Si distingue di più nei momenti di pausa in qualità di Baby sitter ed intrattenitore.
Multitasking

Paolino
Corre in modo indefesso, si fa sempre trovare pronto, costruisce, cerca di scambiare al limite dell’area con Alex e Mascalzone, ma gli manca l’ultimo passaggio.
Tanto fumo e poco arrosto

Pasqua
Dopo il rigore in tribuna della precedente uscita invernale, si riscatta con grandi giocate e un’inaspettata precisione. Sul finire di partita un forte rasoterra fa la barba al palo dando l’illusione del gol. Se segna Giuseppe viene giù il palazzetto! Sarebbe stato il giusto coronamento di una prestazione maiuscola.
Rivelazione

Rizzi
Al rientro dopo un lungo periodo di astinenza, fa subito vedere che non ha perso la confidenza in porta (quella a 5 però). Si esalta soprattutto sui tiri da distanza ravvicinata. Si fa però beffare dal mitico colpo di tacco del proprio compagno di squadra.
Quasi saracinesca

Sormani
Con la sua tecnica e il suo fisico possente, abituato ad ampi spazi (e diciamolo, anche ad altri compagni), si sente stretto nel campo a 5. In ogni caso non rinuncia alla potenza, mietendo anche qualche vittima. Quando capisce che non avrà vita facile, prova a neutralizzare la difesa con due fallacci della disperazione su Sergio prima e su Elvis poi, con uno spintone che grida allo scandalo.
Solo verso la fine, prendendo gli avversari per stanchezza, riesce ad infilare il portiere avversario.
Golia

Titone
Nonostante l’evidente rigidità per la contrattura al collo, non si risparmia e gioca a tutto campo. Si esalta con grandi sgroppate sulla fascia e dribbling secchi. Non riceve la giusta assistenza e resta a bocca asciutta.
Robocop

Zummo
Il neo 40enne porta ancora i segni dei bagordi per i pluri-festeggiamenti dell’importante traguardo. Prova più volte a entrare nel tabellino della partita ma si rivelerà Mascalzone solo nei confronti dei ragazzi su cui si accanisce nella vana speranza di non essere saltato.
Anziano

Mister Andrea
Il nostro amato Mister ha dalla sua la giovane età ma deve anche avere 2 polmoni di riserva: corre senza sosta, si prodiga in azioni veloci ed imposta per i compagni. Resta sempre in partita, nel senso che non dà il cambio neanche a piangere. Vorrebbe il gol e lo cerca in tutti i modi. Dopo aver preso una clamorosa traversa che ancora trema, riesce finalmente a segnare ma… nella porta sbagliata!  Sfrutta il fiato, la resistenza e l’età (degli avversari).
Mago Silvan

I RAGAZZI
Allo slogan di inizio partita del portieron Rizzi “L’importante è vincere e non partecipare”, i ragazzi si sono impegnati al massimo, senza alcun timore reverenziale nei confronti degli anziani papà e con orgoglio hanno meritatamente vinto!
Tutti 10  

LA TIFOSERIA
Prove tecniche per la trasferta pasquale per la tifoseria tutta al femminile.
C’è chi si offre per sopperire all’impossibilità di Marco a riprendere l’evento dell’anno, con foto e video degni da reporter d’assalto; c’è la categoria “suora” ossia quella che passa tutta la partita pregando che il marito non si faccia male; c’è chi segue interessata e partecipe la gara e c’è anche chi, affamata dalle 17.00, non vede l’ora di tuffarsi sul tavolo delle leccornie preparate dalle capaci mani delle affettuose mamme per poi tornare subito a casina al calduccio.
La grande affluenza all’iniziativa e lo spirito goliardico hanno dimostrato quanto i papà vogliano bene ai propri figli e come possano diventare i loro amici nello sport.

La First Lady Laura